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- TERAPIA DI COPPIA: IL TANGO DELL'AMORE

TERAPIA DI COPPIA: TANGO DELL'AMORE
"Nel tango, così come nell'amore,
per non cadere, è necessario che
tanto l'uomo, quanto la donna,
restino saldi sui lori assi"


  1. BENEFICI INDIVIDUALI
  2. UN AFRODISIACO PER LA COPPIA
  3. CODICE DEL CORTEGGIAMENTO, MIRADA E CABECEO
  4. PERDITI E TI RITROVERAI
  5. SONO SENZA PAROLE!
  6. ASSE E CENTRATURA
  7. CHI TI AMA, FA QUESTE COSE





Ballare, ovvero muoverci ritmicamente a tempo di musica è geneticamente insito in ciascuno di noi. Lo facciamo naturalmente e spontaneamente da bambini, ma purtroppo, con la crescita e tutte le sue fobie, ne perdiamo il privilegio.

Il ballo è un toccasana per il corpo e la mente a qualunque età ed è addirittura un efficace strumento anti-invecchiamento.
I ricercatori della prestigiosa McGill University di Montreal (Canada), hanno dimostrato che il tango migliora le funzioni cognitive nella terza età.
Esso, infatti, aiuta a mantenere in salute la funzione motoria, quella cognitiva (cerebrale), quella psicologica ed a proteggere la mobilità articolare.
Nel corso dei tre minuti di durata di un tango, l'abbraccio mette in gioco modificazioni neuronali, che  arrivano a cambiare la struttura fisica del cervello...

Il ballo migliora il tono muscolare e contribuisce a conservare la densità delle ossa, allena la prontezza di riflessi, nonché la velocità e la precisione del cervello a rispondere a stimoli esterni inattesi.

Le percussioni medio-basse del tango, oltre ad attivare all’unisono tutti i centri che regolano la coordinazione motoria e quelle che regolano le emozioni e la memoria, hanno un effetto rilassante, antistress e nel contempo endorfinizzante. Il tango possiede un forte potere anti-depressivo ed euforizzante, migliora il benessere psicofisico, porta un’ondata di buonumore a qualunque età, fa sentire bene e aiuta a dormire meglio...
Diversi studi hanno dimostrato l'atrofia di alcune aree cerebrali, in caso di depressione e di stress. Gli stimoli derivanti dal movimento e dalle sensazioni emotive risvegliate dal ballo del tango, limitano quel deterioramento grazie alla produzione di fattori di crescita e rigenerazione neuronale.....


Il tango argentino, in particolare, si può ballare anche solo con una semplice camminata, cadenzata sul ritmo della musica, fino ad arrivare alle pittoriche figure, è creatività allo stato puro, che attiva la plasticità del cervello, mantenendolo giovane, e da vigore alla psiche, permettendole libero sfogo.
Il tango favorisce
la conoscenza interiore, tramite il proprio corpo in movimento, e la propria consapevolezza emotiva.
Il tango ha un forte valore terapeutico, aiuta ad accrescere l’autostima e la consapevolezza di sé nel mondo delle relazioni.
Grazie all’eliminazione di condizionamenti, fobie ed inibizioni, i movimenti, i gesti, la postura e l'equilibrio psichico nel quotidiano si fanno più naturali, spontanei e liberi. Frequentemente si può assistere all'evolversi positivo di fastidiosi dolori muscolari o alla colonna vertebrale.

Il ballo in generale, ed il tango in particolare, è indicato sia in situazioni di difficoltà personali, relazionali, di coppia, nonché in caso di problemi psicosomatici.....
- Malattie psicosomatiche, specie quelle che attaccano i sistemi più arcaici dell'organismo correlati alle emozioni, quali le affezioni della cute, dell'apparato gastrointestinale e respiratorio
-
Stati d’ansia
- Fobia sociale e insicurezza (ballare significa mostrarsi)
- Disturbo da panico e relative condotte fobico-evitanti (parlare in pubblico, essere osservati, paura degli spazi chiusi, paura delle moltitudini e paura dell'intimità con un'altra persona).....
- Difficoltà nel rapportarsi (bene) al proprio corpo, come per esempio: donne operate di tumore al seno o all'utero, che minano il senso di femminilità, persone con esiti di traumi da incidenti/infortuni, con problemi d’obesità, disturbi ossessivi e compulsivi come bulimie o anoressie)


BENEFICI INDIVIDUALI

Nel tango argentino, come in altri balli di coppia, è l'uomo che conduce, mostrando la sua abilità, e la donna che segue e fa le figure, mostrandosi in tutta la sua bellezza.
Non c'è chi è più importante dell'altro
, bisogna essere fieri di sé anche nella postura e non accettare prevaricazioni dall’altro.
Nel tango argentino, così come nell'amore, affinché si mantenga l'equilibrio ed il risultato del ballo sia meraviglioso, è necessario che, sia l'uomo che la donna, restino sald sui lori assi, altrimenti si cade.  In termini metaforici, ciò significa che,  l'uomo e la donna, siano saldi nei loro ruoli.
L’uomo guida, ha la responsabilità di portare la dama in giro per la sala, facendola divertire, stare bene e, allo stesso tempo, di proteggerla e di controllare che ciò che la circonda non le sia di ostacolo o di rischio.
La dama segue, ascolta il corpo del compagno, non anticipa i suoi gesti, non lo rimprovera, nè lo indirizza. Ella deve essere ricettiva, pronta, amabile, passionale, intensa, leggera ma non passiva.... L'uomo dipinge, lei è il capolavoro.
L'uomo prova una profonda e piacevole sensazione di abilità, di capacità, di orgoglio, di apprezzamento sociale e di coppia, che gli inducono aumento del testosterone.
La donna si sente bella, si sente amata e protetta e questo le fa produrre ossitocina.



UN AFRODISIACO PER LA COPPIA

Il tango argentino esalta gli archetipi del maschile e del femminile, di cui l’inconscio sente uno struggente bisogno.
Sulle note di una dolce melodia o di un tango appassionante, si rivive quel bisogno antico che la società moderna ha spazzato via in nome di una non differenza uomo donna, che spesso diventa violenza psicologica.
La precisa connotazione dei ruoli e delle differenze uomo donna, evidente anche nell'abbigliamento, specie quello femminile, favorisce dunque la produzione di testosterone nell'uomo e di ossitocina nella donna che, oltre a dare un grande senso di benessere ed abbassare il livello di stress individuale, riequilibra  le dinamiche e riduce le crisi di coppia.
L'abbraccio è una forma di accoglienza totale e di affidamento all’altro nei tre minuti del ballo.
Quando i due partner di ballo sono una coppia, il contatto è più intenso ed il gioco che si origina può avere risvolti terapeutici fantastici e quasi immediatamente risolutivi di problemi di coppia. La profonda comunicazione non-verbale, intra e inter personale, molto più potente ed arcaica di quella verbale, è un terapeuta formidabile. Il contatto fisico dei due metri quadrati di pelle di cui disponiamo, il contatto oculare fermo e penetrante, l'abbraccio, la sensazione psicologica di appagamento reciproco, la sensazione di complicità, i leggeri contatti, come carezze,  portano nuova linfa ai sentimenti sopiti. Il corteggiamento, la sensualità ed il gioco, producono beta-endorfine, i nostri oppiacei naturali, che ci danno benessere. L'avvicinamento, la prossimità, il contatto, le tenerezze, stimolano in entrambi i partner la produzione di ossitocina, quell'ormone che si produce di più nelle fasi iniziali di un rapporto e che rafforzano il legame reciproco e la fedeltà coniugale.
Quando una coppia balla bene, si ha l’impressione che si tratti di un solo corpo che fluttua nell'aria. E’ come un’anima completa, autosufficiente .


CODICE DEL CORTEGGIAMENTO, MIRADA E CABECEO

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Ci sono molti motivi per cui le donne e gli uomini sono diversi. Per questo, il corpo, la fisiologia ed il cervello maschile e femminile si sono plasmati differentemente e ne conseguono pattern comportamentali diversi, spesso opposti, ma funzionali, l'uno all'altra.
Come nella vita, e come in buona parte del regno animale, è l'uomo che fa il primo passo verso la donna, è lui che corteggia ed ella che sceglie, tra i corteggiatori, quello favorito. Ben sappiamo che, in realtà, è proprio la donna a dare in segnale di “ok, puoi avvicinarti o puoi corteggiarmi o puoi invitarmi a ballare”. Questo è ciò che accade, nel tango, con la mirada ed il cabeceo.
Nel tango, la donna osserva, sceglie tra gli uomini in sala, coloro con cui avrebbe piacere di ballare e ne cerca lo sguardo, rafforzando la sua autostima, motivandolo e rassicurandolo. Infatti, è certamente più rassicurante, per un uomo, sbilanciarsi nell'invito di una donna che sorride, che è “presente”, che l'ha notato, che probabilmente gli ha sorriso ed ancor più se è una amica. Tutti abbiamo paura del rifiuto.
Questo atto di incontrare con lo sguardo l'uomo, è la mirada. Alla mirada della donna, l'uomo può rispondere con un cabeceo, un lieve inchino della testa, che invita al ballo.
Il tango ha un suo codice, che i tangheri amano rispettare ed in essi è tra le righe il rispetto dell'uomo e della donna.
La mirada è un atto di rispetto verso l'uomo che, in questo modo, riduce notevolmente il rischio di un “NO”.
Il cabeceo è un atto di rispetto verso le donna che, in questo modo, piuttosto che un invito diretto, con le parole e/o la mano, ha la possibilità di declinare un invito, in modo discreto e non essere costretta a dire di “si”, talvolta per cortesia.
In questo piccolo atto, c'è un grande repertorio di crescita e benessere individuale e di coppia.
Essere “presenti” e proattive, imparare a guardare negli occhi, a comunicare con essi, ad essere seduttive ed averne riscontro col cabeceo, migliora notevolmente l'autostima ed accresce il livello di ossitocina, facendoci sentire belle.
Di converso, si innalza di livello di testosterone nell'uomo, che è riuscito a conquistarsi una compagna di ballo.
L'innalzamento di questi due ormoni del benessere maschile e femminile rispettivamente, favorita da una molteplicità di fattori tangheri, a partire dall'abbigliamento, dalla mirada e cabeceo, fino al ballo stesso, abbassa il livello di stress individuale, favorendo il miglioramento personale e di coppia.
Come si ha timore del rifiuto, si può avere imbarazzo nel rifiutare, ma talvolta è giusto ed altre persino doveroso. Può accadere, infatti, che la donna, semplicemente non gradisca ballare con qualcuno o che, a fine serata, sia stanca e non ne abbia più voglia. In ogni caso, è giusto che venga rispettata e non posta nella condizione di dover accettare l'invito per non essere scortese, soprattutto con un amico. Ma è ancora più importante è che la donna impari a dire di no, a porre dei limiti, a farsi rispettare e soprattutto di fronte a uomini che hanno atteggiamenti, non graditi.
Noi tutte siamo empatiche ed abbiamo un po' la sindrome delle mammine protettive, tendendo ad evitare un rifiuto, che a noi farebbe male, ma questo non ci fa bene. Non accresce la nostra sicurezza, il nostro equilibrio, la nostra dignità e la nostra autostima, per non considerare il fastidio che può arrecarci.
Sembra paradossale, perchè essere invitate accresce la nostra autostima. Vero! Ma se questi inviti nascono da atteggiamenti particolarmente seduttivi o manipolatori o dalla incapacità di dire di no o dall'invito di amici/conoscenti, non fa altro che alimentare le nostre paure del rifiuto.
Mi spiego meglio. Se, per esempio, una donna evita di “dire di no” all'amico che l'ha invitata, con un invito diretto a parole, per non fargli fare brutta figura o per non rischiare di non essere più invitata, sta solo alimentando le sue insicurezze. Se la donna è sicura di sé, può dire di no o di si, può ballare o no e non si sente, per questo, meno a nessuna.
Quando la donna riesce ad imparare questo, in milonga, come nella vita, fa un grande passo verso se stessa.


PERDITI E TI RITROVERAI

Nel tango argentino, forse più che in altri balli di coppia, è l'uomo che conduce, mostrando la sua abilità, e la donna che segue e fa le figure, mostrandosi in tutta la sua bellezza.
Non c'è chi è più importante dell'altro entrambi i partner lo sono e questo lo si evince anche nella postura di entrambi, che dovrebbe essere fieri di sé, con le spalle ed il petto aperti, ricettivi ed i dorsali ben armati a sostegno della colonna vertebrale, perno di tutto il corpo. La postura tanghera favorisce la flessibilità e nel contempo la centratura ed il non accettare prevaricazioni dall’altro.
L'uomo conduce, la donna si lascia condurre e ci vuole tanta forza nel condurre, quanta ce ne vuole nel lasciarsi condurre.
In questo modo, l'uomo prova una profonda e piacevole sensazione di abilità, di capacità, di orgoglio, di apprezzamento sociale e di coppia, che gli inducono aumento del testosterone.
La donna, di contro, si sente bella, si sente amata e protetta e questo le fa produrre ossitocina. Entrambi i partner devono affinare la capacità di ascolto dell'altro, di non anticipare, rischiando di sbagliare e di continuare a accettare, anche se possono insorgere errori.
Nel tango, l’uomo guida, ha la responsabilità di portare la dama in giro per la sala, facendola divertire, stare bene e, allo stesso tempo, di proteggerla e di controllare che ciò la circonda non le sia di ostacolo o di rischio. Affinché il ballo riesca, egli deve essere in grado di mantenere il proprio asse ed anche quello della donna. Questo ruolo maschile, nel tango, quanto nella vita di coppia, appaga uno dei bisogni fondamentali della donna, quello di sentirsi protetta e sicura e non può che migliorare il benessere di coppia.
Se la donna ha fiducia nell'uomo, se si sente protetta ed elogia ciò che l'uomo fa per lei, appaga il primo bisogno dell'uomo, quello di sentirsi apprezzato, lo premia e lo motiva a dare di più.
In tal senso, è molto utile la metafora del tango, in percorsi di miglioramento personale e di coppia, come quelli sul lasciar andare il controllo e la fiducia.
Il combinato tra testosterone ed ossitocina, che si producono appagando i propri bisogni ancestrali, nonché la dopamina, quando ci sentiamo ricompensati e le endorfine quando ci muoviamo, sono il cocktail della gioia ed un potente antidepressivo.
Inoltre, la complicità di coppia, l'equilibrio individuale, nonché la ritrovata o suggellata armonia di coppia, fatta di opposti, tra loro complementari, favorisce un notevole accrescimento del benessere di coppia.



SONO SENZA PAROLE!

Il corpo ha scritto, tra la sua trama, le sue ferite.
Quando nasciamo, siamo emotività allo stato puro. Fino ai sette anni, circa, registriamo, inconsapevolmente, le informazioni del mondo circostante. Se esso non appaga e/o ci ferisce (rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento, ingiustizia), iniziamo a strutturare tutta una serie di ragioni per difenderci e con essa dei pattern corporei ed emotivi funzionali alla difesa dalla pseudo sofferenza, quella che possiamo chiamare “maschera”.
Diversi studiosi, nel corso degli ultimi decenni, da Wilhelm Reich, ad Alexander Lowen, a Lise Bourbeau, hanno distinto cinque ferite emozionali che, più o meno, caratterizzano tutti noi e sono stampate nella nostra armatura fisica, emotiva e caratteriale e nei processi energetici che la sostengono.
Ovviamente ci sono differenti combinazioni di queste possibili ferite e molteplici differenze individuali. Comunque, esse si possono generalizzare in alcune tipologie.
C'è il corpo di chi ha la ferita del rifiuto, che tende ad essere fuggitivo.
Chi ha la ferita dell'abbandono, il dipendente emotivamente, comunica, col suo corpo esile, senza sostegno e spesso appeso sull'altro, “guardatemi come sono amato/a”. In alcuni, vi è una antero flessione del bacino, una postura con la coda tra le gambe, che può essere molto migliorata dal tango, in sinergia con altri lavori psicosomatici.
Chi ha quella dell'umiliazione, l'ossequioso, dice “guardatemi come posso essere sensuale, anche se sono rotondo/a!”
Chi ha quella del tradimento, il manipolatore, dice “guardatemi, come sono bello/a”
Chi ha quella dell'ingiustizia, il rigido, dice “guardatemi come sono bravo”.
Ogni corpo comunica con la maschera che si è costruito negli anni, a partire dall'età della ragione. La maschera è la nostra struttura corporea ed il nostro pattern comportamentale
Il tango non ha parole, è comunicazione non verbale, comunicazione del corpo ed il corpo parla, parla delle sue ferite ed anche dei suoi bisogni, che il tango può contribuire a lenire e dalla cui guarigione può trarre grande beneficio.
Ho visto tangheri fuggitivi e timidi, iniziare a muoversi con più sicurezza, grazie al tango.
Ho visto tanghere androgine migliorare la propria femminilità, col tango.
Ho visto manipolatrici aspiranti tanghere, che hanno buttato la spugna, perchè non sono riuscite a lasciar andare il controllo.
Ho visto tanghere manipolatrici o ossequiose, bisognose di conferme, imparare a dire di no e continuare a stimarsi.
Ho visto tangheri bravi, ma rigidi, scattosi e chiusi all'emotività, migliorare nella vita, grazie all'abbraccio del tango-
Ho visto tangheri rigidi migliorare notevolmente nel tango, dopo un percorso di libertà emotiva.
Quando riusciamo a liberarci dei nostri schemi ripetitivi, delle nostre comfort zone, delle condizioni che imponiamo a noi stessi per sentirci “ok”, quando smettiamo di agire e ballare per ottenere qualcosa dagli altri, quando smettiamo di agire e ballare per sentirci "ok" o abili o bravi, quando apprendiamo a ballare solo per entrare in connessione emotiva con l'altro, quando apprendiamo a lasciare il controllo ed a porre l'altro, non noi stessi, al centro del nostro universo, seppur per pochi minuti, senza "spezzarci" dentro, possiamo ritenerci liberi emotivamente dalle nostre ferite.
Di converso, se ci liberiamo dei nostri schemi o almeno ne acquisiamo consapevolezza, il nostro modo di ballare tango ne trae grande beneficio.


ASSE E CENTRATURA

Nel tango argentino, così come nell'amore, affinché si mantenga l'equilibrio ed il risultato del ballo sia meraviglioso, è necessario che tanto l'uomo, quanto la donna, restino saldi sui lori assi, altrimenti si cade.  
In termini metaforici ciò significa, che tanto l'uomo, quanto la donna, restino saldi nei loro ruoli e nella loro emotività.
Restare in asse, centrati, aperti, ricettivi, flessibili, ascoltare e rispondere, è uno stare nel qui ed ora, uno staccare la spina dal passato, dal futuro e dalle paure, un portare la mente nel qui ed ora, una piacevolissima, funzionale e benefica meditazione.
Una delle cose più difficili, nelle relazioni interpersonali, soprattutto quelle d'amore, ove l'emotività la fa da padrone, è imparare a non sentirsi rifiutati per un dissenso e conseguentemente, rimanere amorevoli. Di aiuto, di certo, può essere il manifestare subito un bisogno, (cosa di cui, noi donne, non siamo molto capaci) e manifestare subito un disagio (non durante il ballo, ma alla fine di esso), prima che possa degenerare. In ogni caso, continuare ad accettare, ad accogliere. Il tango è certamente una buona palestra. Ho visto tante coppie, in cui uno rimprovera l'altro. Cosa accade di così grave, se si sbaglia? Ne va di mezzo la nostra vita? Si è forse meno degni di amore o approvazione? 
Allora impariamo ad essere più leggeri, a divertirci di più, ad accogliere l'altro con le sue imperfezioni, piegandoci e restando centrati.
E' di fronte all'errore, che si ha la possibilità di fare un grande salto quantico, sia individuale, che di coppia, imparando ad essere leggeri, a divertirsi, a lasciar andare.
Noi donne, impariamo a rimproverare meno gli uomini. Il loro primo bisogno è quello di sentirsi apprezzati. Se li rimproveriamo, non otteniamo niente. E' probabile che facciano niente per migliorarsi, forse addirittura il contrario e quasi certamente si sentiranno frustrati e demotivati, creando un circolo vizioso e deleterio. Impariamo invece ad apprezzare, a fare i complimenti e a ringraziare i nostri uomini, ne trarremo entrambi benefici.



CHI TI AMA, FA QUESTE COSE

Nella vita di coppia, come nel tango, chi ti ama davvero, fa queste 4 cose:
1) esce dalle sue comfort zone
2) appaga i tuoi bisogni emotivi
3) ha fiducia e non è geloso
4) non ti pensa sempre, non ha bisogno di stare sempre con te
Il tango permette e favorisce tutto questo.
Chi si approccia col tango, già esce da una comfort zone. Quando impara ad accettare le sue ferite ed i suoi bisogni e quindi a smettere di assecondare le sue paura (es. quello di sentirsi bravi, corteggiati, o sensuali, o dipendenti, o sfuggenti...), esce dal comfort della sua maschera ed inizia a trovare se stesso e se, unitamente al tango, fa un percorso di crescita personale, migliora notevolmente anche nel tango.
Chi balla tango, appaga i suoi ancestrali e filogeneticamente determinati bisogni emotivi: la donne quello di sentirsi belle, amate e protette e gli uomini quello di sentirsi apprezzati; le donne di sentirsi donne e gli uomini di sentirsi uomin
Il codice milonghero vuole che la prima tanda si balli con il proprio partner e poi si è liberi di ballare con chiunque.
Questo aiuta molto la coppia a favorire la fiducia e la complicità di coppia, ma molte coppie non ci riescono. Difficile se c'è insicurezza in se stessi e mancanza di fiducia nell'altro, ovvero se si è dipendenti affettivamente.
Quando ciò accade, spesso ci sono delle insicurezze individuali, che minano il rapporto, ed in termini di relazione, è segno che potrebbe non essere amore, ma solo bisogno dell'altro. Bisogna, imparare a smettere di sentirci rifiutati se l'altro balla piacevolmente con un altro partner, forse anche meglio di come balla con noi. In fondo,con noi, condivide la vita, non solo qualche minuto di una tanda.
E' quando si sa camminare da soli, che si cammina bene in coppia.
E' quando si è centrati su se stessi, seppur in ascolto e relazione con l'altro, che si può ballar bene, tanto il tango, come l'amore e la vita.


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